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ECO PACK IDEAS

ECO PACK IDEAS 

     di  Armando Rizzo

     

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idee e progetti sul packaging per delivery e asporto 

Riciclo responsabile e Riutilizzo efficace

by Armando Rizzo

 

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Un progetto di Armando Rizzo 


 

pensato e illustrato allo scopo di ricostruire gli schemi dell’attuale sistema di trasporto e consumo 

di pizze pronte estremamente dannoso per ambiente e sicurezza alimentare sostituendo con azioni concrete le classiche esposizioni di dati, consigli sul da farsi e chiacchiere poco proficue affinché l’uso indiscriminato e lo spreco immenso di imballaggi in plastica e cartone si possano arginare e dove possibile eliminare.


 

     Partner primario del progetto è l’associazione no profit                            Con il prezioso sostegno di

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L’Associazione  Giacimenti Urbani  nasce nel 2014, con l’obiettivo di ridurre lo spreco di risorse e attivare percorsi di economia circolare dal basso, citando in rete attività che favoriscono la riduzione dei rifiuti attraverso la prevenzione, la riparazione, il riuso, l’upcycling, il riciclo e siti dove recuperare materiali di scarto

 

 

Friend of the Earth nasce nel 2016, fa parte della World Sustainability Organization

con sede in Italia e operante in tutto il mondo

E’ una certificazione internazionale e viene rilasciata per i prodotti che rispettano una rigida tracciabilità controllati secondo i severi criteri di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale

 

 

* * * * *

 

DI COSA VOGLIO PARLARE

 

E’ mio desidero portare sotto la lente d’ingrandimento alcune criticità dannose per l’alimentazione e l’ambiente esistenti nel settore degli imballaggi per il servizio d’asporto e consegne a domicilio delle pizze pronte dove buoni propositi e buone intenzioni riempiono giornalmente rotocalchi social e media ma alla fine dei conti rimangono chiacchiere, statistiche, soluzioni teoriche e consigli per il prossimo.

 

Proseguirò mettendo in evidenza soluzioni reali schierandomi con responsabilità in prima linea e compiendo i passi necessari perché una piccola scintilla possa causare una gigantesca fiamma al fine di imprimere un’inversione di tendenza nella generazione incontrollata di rifiuti da questi tipi di imballaggi.

Per la riuscita di quanto scritto mi reputo felicemente fortunato di poter avvalermi della collaborazione forte e concreta dell'associazione no profit Giacimenti Urbani


 Insieme, con l’esempio, coinvolgeremo il pubblico a seguirci in questa missione che giorno dopo giorno porterà ad una drastica diminuzione di materiale oggi destinato a discariche e inceneritori.


 Nel progetto si espongono i gravi problemi relativi agli argomenti critici esplorandone i motivi che causano il negativo impatto ambientale e salutare. Vengono poi illustrate delle soluzioni che potranno se non altro limitare drasticamente l’enorme spreco di oggi e infine si raccontano le azioni concrete che insieme ai membri dell’associazione no profit

verranno compiute prossimamente.

 

COME SIAMO MESSI E COSA FAREMO


 L’argomento dell’oggetto è diviso nei seguenti capitoli:


        Riciclo Consapevole

  • Conformità e Omologazione
  • Dalla “semplicità” all’eccesso
  • Riutilizzo efficace
  • Pizza a Prezzo netto
  • Ruolo dei Comuni
  • Azioni programmate e conclusione


 Premetto che non ci saranno appelli a divieti o obblighi di leggi vigenti in questo settore che nonostante siano necessarie per definire delle regole da rispettare non ritengo che di per sé siano il toccasana per raggiungere determinati obiettivi. 

Non è obbligando o vietando che si risolvono le situazioni incresciose che si vengono a creare ma esclusivamente con responsabilità personale e consapevolezza della realtà.


- Riciclo consapevole

E’ risaputo che per portare le pizze pronte sul luogo dove consumarle vengono utilizzate prevalentemente scatole in cartone e vassoi in plastica. 

Tralasciando di parlare di questi ultimi che non hanno bisogno di spiegazioni riguardo il grave impatto ambientale mi concentro sull’argomento scatole in cartone.

 

Il materiale previsto per legge con il quale realizzare dette scatole deve essere di pura cellulosa idonea al contatto con alimenti e riciclabile nella frazione carta e cartone.


 Effettivamente specie in Italia questa regola è rispettata e i produttori “regolari” di scatole per pizza sono rigorosi nell’utilizzare cellulosa corrispondente alla normativa producendo di conseguenza prodotti idonei al riciclo differenziabili nella frazione carta e cartone.


 Il grande problema ormai conosciuto è che in realtà le scatole in cartone sicuramente nascono riciclabili ma nella quasi totalità a causa di residui di cibo e grassi trasferiti dalle pizze al cartone il riciclo viene compromesso. Oltretutto le scatole così conciate vengono  depositate nella frazione carta e cartone ottenendo purtroppo che parte dell’altra carta pulita viene contaminata finendo insieme alle scatole sporche in discariche e inceneritori.

Il problema viene presentato quasi come fosse una prassi pressoché normale, qualcosa che “avviene” in modo normale.


 Ma la grave assurdità è che la causa delle modifiche della natura del materiale riciclabile in non riciclabile è data dall’incuria di noi consumatori che non ci separiamo da quella maledetta abitudine antigienica e dannosa di tagliare o farci tagliare la pizza direttamente nella scatola.


 Eh già! Ci lamentiamo dello spreco di scatole in cartone ma non pensiamo neanche lontanamente che ciò è a causa nostra e che la soluzione è nelle nostre mani risolvibile in modo molto semplice. Purtroppo è sempre “colpa” degli altri….

Se ognuno di noi invece di tagliare e consumare la pizza direttamente nella scatola, ove possibile sposterebbe questa azione trasferendo la pizza in un piatto “normale” lo spreco di cartone tanto demonizzato sarebbe ridotto al lumicino.

Ma come rinunciare alla splendida comodità di trovare la pizza già tagliata a fette? Come rinunciare alla splendida comodità di non apparecchiare e sparecchiare oppure di non dover lavare piatti? 


 Una soluzione;

sensibilizzare la platea di consumatori ad una responsabile riflessione affinché si rendano conto di qualcosa che si pensa sia normale ma che in verità è la strada che porta decine e decine di tonnellate di materiale riciclabile in discariche e inceneritori. 


 Eppure basta anche poco. La soluzione al problema consiste in un accorgimento simile a quello oggi usato attraverso i pacchetti delle sigarette.

Stampare, ad esempio sulla parete frontale della scatola, ben visibile, un paragrafo che riporti alla consapevolezza del danno che arrechiamo all’ambiente se si prosegue con la malefica abitudine di usare la scatola come un piatto.


 Inizialmente avremo persone che si faranno una risata ma anche qualcuno che seguirà il consiglio. Troveremo famiglie che faranno battute di spirito ma ci sarà qualche famiglia che seguirà. Ci saranno compagnie che ridicolizzeranno ma anche qualche compagnia che seguirà. Eppure anche con un minimo rapporto tra “furbi” e consapevoli che sia anche solo di 100 a 5 salveremo in un anno solare almeno 5.000 tonnellate di scatole dagli inceneritori.


 Non un modo di dire ma conti alla mano; le scatole per pizza in Italia sfiorano oggi circa 800 milioni di pezzi/anno dove un cartone pesa circa 120 grammi per un peso totale di 96.000 tonnellate il che significa che il 5% è pari a 4.800 tonnellate. Mica poco, vero? E se il 5% aumentasse…
 

- Conformità e Omologazione

Inoltre sempre sulla parete frontale della scatola nelle immediate vicinanze del paragrafo di cui sopra sarà utile riportare anche il suggerimento per il consumatore di controllare che la scatola contenente la pizza sia omologata e realizzata in modo conforme alle normative igienico/sanitarie.

Questo accorgimento servirà a contrastare l’utilizzo vergognoso di scatole di indubbia provenienza da parte di altrettanto vergognosi imprenditori di pizzerie che con la totale mancanza di rispetto umano alimentano questo commercio  solo per recuperare qualche misero centesimo. https://www.youtube.com/watch?v=po1kTsVudCM 

L’omologazione prevede la stampa sulle scatole dei dati completi del produttore delle scatole e della provenienza. 


 Purtroppo non sono poche le scatole totalmente anonime non conformi alle normative che circolano in Italia. Scatole sicuramente provenienti dall’estero o fabbriche fantasma illegali poiché nel nostro paese, almeno riguardo la produzione, i controlli esistono.

Tra parentesi, una riflessione dovrebbe sorgere spontanea; che qualità possono avere le pizze propinate da tali imprenditori in tali scatole?


 I consumatori oggi sono inerti ostaggi pressoché rassegnati di questi imprenditori che incuranti del minimo buon senso possono tranquillamente propinare l’imballaggio che loro scelgono senza trovare alcuna sorta di ostacolo.


 Con l’applicazione dell’accorgimento in discussione semplicemente stampando sulle scatole l’avviso e il riferimento dove segnalare le mancanze si contrasterà la circolazione in Italia di questo tipo di scatole per pizza impedendone la libera distribuzione in quanto diverrebbe impossibile metterle sul mercato.


- Dalla “semplicità” all’eccesso

Nel premettere che comunque il mercato delle scatole pizza è dominato da dinamiche che privilegiano il prezzo a scapito della qualità e palesare che i consumatori sono praticamente ostaggio dei pizzaioli imprenditori sulle scelte del packaging passo a coloro che approfittano “bonariamente” delle sottili possibilità di lucro scorretto che offre il sistema con il quale viene gestito il mondo delle scatole per pizza.


Oltre alle pizzerie prettamente d’asporto ci sono le pizzerie con sala che offrono anche il servizio d’asporto e di delivery ed in alcune succede quanto segue.

Da soli o in compagnia abbiamo deciso di fermarci per gustare le specialità di pizza che vengono illustrate nel menù. 

Al termine ci giunge il conto con la specifica di voci e prezzi di quanto consumato; pizza, bevanda, coperto e dove previsto anche il servizio. E fin qui diciamo tutto bene.


 Ma pensandoci un pò un dubbio potrebbe assalirci; ma nel conto finale abbiamo forse pagato anche la scatola per l’asporto?

Eh già. Il prezzo della pizza gustata in sala e quello della pizza con servizio d’asporto sono identici solo che la scatola che nel listino per l’asporto è inglobata in essa nel conto è stata pagata ma non l’abbiamo vista.

E il costo della scatola oggi parte da 30/40 centesimi fino a sfiorare due euro.

Difatti numerose pizzerie consegnano la pizza pronta in scatole che sembrano cofanetti che potrebbero tranquillamente contenere gioielli da quanto sono ben rifinite ed eleganti. Copertine e pareti delle scatole tirate a lucido con sfavillanti loghi e messaggi pubblicitari della pizzeria dove si consegnano anche ottime pizze ma che non devono alcun merito alla confezione esagerata.

Eppure negli occhi di tanti clienti si intravede un’aria di compiacimento per questo.


 Mi chiedo se tale compiacimento ci sarebbe ugualmente se pensandoci bene  arrivassero a capire che quel lusso non viene pagato dall’imprenditore pizzaiolo, bensì da loro.

Eh già! E questo proprio perché alla pizza è compreso il costo della scatola e quella pizza che viene pagata 12 euro anziché 10 euro + 2 euro di scatola. Ci convinciamo che la pizza costi 12 euro invece dentro lì c’é il costo di una scatola che iva compresa sfiora, se non supera i 2 euro.

Altro semplice esempio che ricorda ai consumatori dove le pizzerie possono arrivare grazie alla rassegnazione che li rende sempre ostaggi delle scelte dei pizza-imprenditori.  


 Una soluzione;

con azioni concrete ottenere la regola risolutoria di vendere la pizza a prezzo netto, procedimento che riprenderò proprio nel capitolo di riferimento che seguirà.


 - Riutilizzo Efficace

E’ utopia pensare l’eliminazione totale dei contenitori monouso in quanto essenziali in determinate circostanze ma è anche vero che l’alternativa di contenitori riutilizzabili deve coesistere affinché lo spreco dannoso di rifiuti da imballaggi si riduca drasticamente. 


 I consumatori, oggi privi di alternative, sono costretti ad accettare come unica soluzione contenitori per pizze monouso e nell’aria si respira una sostenuta resistenza opposta da quasi tutti gli imprenditori di pizzerie ad una soluzione che preveda l’adozione di contenitori riutilizzabili anche con il sistema del deposito cauzionale.


 Ma al di là di dover assemblare le scatole da fustellati di cartone i pizzaioli si ritrovano un modo comodo e sbrigativo per gestire il flusso dei contenitori delle pizze da consegnare.

Se personalmente fossi ancora in attività oggi non potrei condannare alcuno, anzi la penserei senza dubbio come loro.


 L’impressione che aleggia è che per i consumatori quasi rassegnati non ci sia alcuna opportunità di provvedere ad un’inversione di rotta mentre gli imprenditori, forti della comodità unita alla possibilità di un ammortamento immediato dei costi non considera l’adozione di altre formule alternative. Anche se più idonee alla prevenzione salutare e alla salvaguardia dell’ambiente che tra non molto potrà divenire più ostile.

Ragionamenti senza riflessioni di chi pensa all’oggi come se non ci fosse un domani.


 Ci sono, mi auguro, padri, madri, nonni tra consumatori e imprenditori che invito a riflettere consapevolmente e scegliere tra l’egoismo personale di oggi a discapito dell’inferno di domani o la responsabilità di oggi affinché si lavori anche per un mondo di domani accogliente e più pulito per figli e nipoti.


Una soluzione;

Fare un piccolo passo per volta iniziando con il servizio d’asporto dove i consumatori si recano in pizzeria per ritirare di persona le pizze ordinate. E’ la prima mossa del percorso che servirà a far sentire la voce degli amanti della buona pizza e potrà effettuarsi regolarmente grazie alla normativa che prevede la possibilità per i consumatori di avere le pizze in contenitori propri evitando la confezione del monouso.


 Solo con queste azioni molto significative giorno dopo giorno, cliente dopo cliente si potrà influenzare la platea degli imprenditori di pizzerie allo scopo di sensibilizzarli a provare un comune servizio per un comune scopo che oltremodo ha dei vantaggi per tutti

oltre al fatto di realizzare il sogno dell’ambiente: non produrre rifiuti alla fonte! 

Per i clienti che avranno acquistato i contenitori riutilizzabili un risparmio nel tempo poiché non avranno più la spesa della scatola e useranno contenitori igienici che solo loro maneggiano. E se i contenitori riutilizzabili sono di buona struttura la qualità è preservata.


 Per gli imprenditori si annulla la gestione delle scatole dove, acquistare, immagazzinare, assemblare e stipare, oltre l’occupazione di spazio utilizzabile per altro compito saranno dimenticati.


 La sfida principale per le pizzerie è trovare contenitori riutilizzabili che mantengano la qualità del prodotto (croccantezza, temperatura) e siano gestibili dal punto di vista logistico e igienico (lavaggio, stoccaggio).


 Potranno scoprire l’aumento di clientela dovuto al passaparola e la pubblicità genuina incrementando di pari passo il servizio d’asporto che voglio sottolineare è il vero business per le pizzerie piuttosto che il delivery dove costi, problemi del personale, lamentele dai clienti, pericolo di incidenti e altre anomalie rubano tempo e concentrazione.

I clienti ricevono le pizze appena sfornate che senza dubbio arriveranno a casa nel minor tempo possibile.


 Gli imprenditori potranno in seguito valutare le opportunità legate al servizio di consegna a domicilio con il sistema del deposito cauzionale che come ogni cosa nuova richiede una giusta organizzazione che però ridurrà per sempre la gestione dovuta alle scatole porta pizza come sopra illustrato.


- Pizza a Prezzo netto

Per ovviare alle lacune appena lette ed impreziosire il sistema con una dovuta chiarezza la soluzione esiste; è quella di vendere le pizze al netto della scatola.

Così succede di prassi in supermercati e punti vendita sia di ristorazione o di altro dove il sacchetto o il cestino per trasportare gli acquisti viene pagato e si ritrova nello scontrino a meno che non se ne utilizza uno proprio. 


 Un metodo semplice che propone la scelta di utilizzare o meno sacchetti di proprietà ai consumatori finali i quali si assumono la responsabilità di scegliere per il sostenibile o il monouso senza doversi sentire costretti all’acquisto controvoglia.


 Questo normale metodo associato al packaging delle pizze pronte semplifica la gestione amministrativa, propone chiarezza dei costi, impreziosisce l’immagine dell’imprenditore e rende soddisfazione alla clientela che normalmente non dice ma in verità pensa.


 Avremo pizzerie con sala dove alla pizza gustata in loco non sarà abbinato il costo di scatole inesistenti.

Ci saranno consumatori che avranno chiaro il costo della scatola pizza e di conseguenza decideranno se accettare o meno scatole di lusso.

Avremo clienti che nell’utilizzare contenitori propri pagano di diritto le pizze al netto delle scatole evitando la soggezione dei pizzaioli oltre a non dover sopportare iniziative “stupide” come ricevere tesserine di raccolta punti o dover accettare “sconti di carità”. 

Avremo imprenditori che si distingueranno veramente dalla massa esponendo una propria immagine ineguagliabile nel settore.

 

La vendita della pizza a prezzo netto chiarisce diversi aspetti oggi mimetizzati nel sistema di vendita oltre a facilitare approccio e incremento dell’adozione dei contenitori riutilizzabili magari esortando l'ottenimento di certificazioni di sostenibilità che confermino le credenziali ambientali delle scatole per pizza.

In questo senso sarà indubbiamente importante avere riscontri dalle prove test sul campo dove come fiore all’occhiello i contenitori riutilizzabili che verranno adoperati sono gli unici ad avere ottenuto il certificato per la Sostenibilità del Packaging dall’organizzazione Friend of the Earth che fa parte della World Sustainability Organization, con sede in Italia e operante in tutto il mondo, il cui obiettivo principale è la conservazione degli ecosistemi


- Ruolo dei Comuni

E’ vero che gli imprenditori pizzaioli non sono molto propensi ad abbinare il percorso del riutilizzo a quello che prevede il monouso nonostante la validità ma è anche vero che non possono contare su incentivi che li aiutino al cambiamento.

Incentivi che dovrebbero proporre in automatico Istituzioni e Comuni i quali sono diretti interessati alla gestione dei rifiuti; anche quelli generati dal sistema per le pizze.


 Devono schierarsi in prima linea e anziché ricordare spesso che chi inquina deve pagare dovrebbero impegnarsi a premiare chi non inquina. E’ solo questo il modo per imprimere interessamento ad un cambiamento non proprio mentalmente semplice. 

Ad esempio iniziative che prevedano sgravi e/o agevolazioni sulla tassa rifiuti devono premiare quegli imprenditori che sposano un percorso dove quantità enormi di rifiuti non vengono più generati e dove i costi di ritiro e smaltimento si assottigliano in modo consistente.


 Una soluzione;

organizzazione di un sistema che dia voce a questo argomento attraverso proposte dirette a chi di dovere affinché misure idonee siano da sprone esortando gli addetti ai lavori nel settore a riproporre le proprie azioni in modo responsabile e costruttivo.


 - Azioni programmate e conclusione

Accordi su obiettivi e strategie da adottare per creare sinergia tra i partecipanti al progetto.


       Impegno a presentare petizione di interesse nazionale che proponga l'emissione di

       norme atte a regolarizzare le azioni preventive esposte nel progetto.

 

       Organizzare con le associazione partners  un periodo  di test pratici sul campo con

       contenitori riutilizzabili al fine di raccogliere impressioni con le quali rivedere l'attuale

       sistema che gravita intorno al mondo pizza. 


         Partecipazione ad eventi pubblici e convegni organizzati su sostenbilità, qualità del

       lavoro nelle pizzerie, offerta di servizi migliori ai consumatori.

 

       Relazioni con enti, associazioni ed istituzioni che in qualche modo possano aiutare ed

       influire positivamente.  


 

           Armando Rizzo

 

       Saronno 28 gennaio 2026

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